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Un dono, una condanna

  • Immagine del redattore: Dana Neri
    Dana Neri
  • 30 mar 2022
  • Tempo di lettura: 1 min

Quando incontro la stessa persona un certo numero di volte nel quartiere in cui vivo mi viene spontaneo salutarla, anche se non la conosco personalmente.

Ti vedo, riconosco il tuo volto, abitiamo nella stessa zona... mi viene da salutarti, punto.

Un paio di anni fa ho cominciato a scambiare saluti con una signora dall'aspetto dolce e gentile che abita qui vicino. Non ci siamo mai parlate, ma ogni volta che ci incontravamo, lungo il canale o nei pressi del supermercato, ci scambiavamo un saluto e un sorriso.

Qualche mese fa ho notato che questa signora appariva diversa, emaciata, claudicante... poi ho capito che probabilmente ha un cancro. L'altroieri l'ho rivista: sta malissimo... è evidente che sta per morire. Non ho potuto fare a meno di piangere e stare male per il resto della giornata. Vorrei essere meno empatica a volte. Soffrire meno per qualunque cosa. Sento tutto, troppo, nel bene e nel male. Vorrei essere meno "extreme". La gioia, l'entusiasmo, il piacere che spesso provo, altissimi, sono controbilanciati da momenti di tristezza estrema. Sento tutto, troppo, sempre. E' un dono e allo stesso tempo una condanna.


Foto di Jené Stephaniuk from Unsplash

 
 
 

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